L'essere umano che nel momento in cui prova un'emozione negativa non si abbandona totalmente ad essa, ma lotta per restare sveglio e presente, comincia a vincere le forze della natura di cui è stato fino a quel momento inconsapevole schiavo.
Non perdersi completamente nell'emozione a una prima impressione potrebbe apparire come qualcosa di innaturale e limitante per la libertà dell'essere umano. In realtà non si tratta di una pratica innaturale, bensì sovranaturale, e chi vi si dedica lo fa perché è già divenuto consapevole che la libertà per l'uomo che brancola nel sonno della coscienza non è mai possibile.
Continuare a sottostare a ciò che è naturale non può che trattenere l'uomo nell'ambito della mediocrità. Compiere il sovranaturale lo eleva altresì a « Uomo Nuovo », con i poteri che gli competono e la capacità di portare un reale aiuto all'umanità nei piani più sottili della realtà.
L'animale è totalmente succube delle leggi di natura, ma l'essere umano può, almeno in parte, svincolarsi da esse. In fondo questo tentativo è stato il motore dell'intera storia evolutiva della nostra civiltà. Scienza, arte, tecnologia, medicina sono il frutto degli sforzi dell'uomo indirizzati a controllare una natura inesorabile.
Ora è giunto il momento di imprimere una decisa accelerazione a questo naturale processo evolutivo.
dal sito: OfficinaAlkemica
Proposito d"invito alla lettura:
( C. Campo; Detti e fatti dei padri del deserto, Mi, 1975)
sabato 20 ottobre 2007
Mirare al sovranaturale
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Mirare al sovranaturale
domenica 2 settembre 2007
UNA TESTA D'UOVO
La teca cranica, l'uovo, come lo strumento adatto alla generazione dell'autentico piano dell'uomo; il progetto che lo farà rinascere forse, senza più la necessità di un involucro così grezzo anche ci siamo abituati ad accettarlo solo in questo aspetto.
Altre culture ci hanno provato raggiungendo risultati più o meno importanti. Bastava che anche in pochi individui, avvenisse la trasmutazione che poi nel laboratorio del DNA, il risultato si sarebbe trasmesso all'intero organismo umano, così come all'intero genere umano.
In questi tentativi il presunto laboratorio alchemico veniva impiantato direttamente nel corpo umano, quasi si potesse trasmutare la materia con altra materia! Questa, intesa però, come modo di essere, è lo stato più denso, il più elementare, la vibrazione più bassa e forse... conviene solo lasciarsela alle spalle.
In questo caso la testa, il cerebro diventa talmente pesante da doverlo abbandonare alla pietra. Questo abbandono detto filosofale è però il presupposto della fecondazione, allora sì l'uovo potrà essere covato.
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UNA TESTA D'UOVO
martedì 21 agosto 2007
FUOCO E SPIRITO
In Africa è un gioco. Si prende uno scorpione e lo si mette al centro di un cerchio di fuoco. Lo scorpione cerca una via d’uscita, ma ben presto si accorge di essere circondato dalle fiamme. Allora, sapendo di non avere via di scampo, rivolge contro di sé il suo pungiglione mortale.
L'uomo è uscito dalla primitività forgiato dal fuoco. La sua anima portata all'incandescenza dal calore igneo ha così potuto essere martellata e modellata fino a rivelare la propria spiritualità.
È questo il lato infernale del fuoco che ci circonda fino a non lasciarci scampo; le sue fiamme sono le disgrazie, le malattie, le sfortune vampate che chiamiamo infernali. Il fuoco è estremamente contagioso solo il simile gli sopravvive, ciò che in noi è igneo lo attraversa, il resto non lo può superare, così è una risorsa di breve durata cercare di sfuggirlo, perché ce lo troveremo nuovamente davanti e così di seguito fin a non avere più scampo. O meglio l'unica fuga e cedere al fuoco ardente, ma purificante ( Deriva dal greco "pur-puros" = "fuoco") del veleno.
L'alchimista con il solo fuoco riesce a liberare praticamente lo spirito dalla materia, la sua grandezza sta però nel saperlo "fissare" (Giovanni di Rupescisia scriveva che l'Alchimia è il segreto di riuscire a fissare il sole che si trova nel cielo della nostra persona, così che possa illuminarla all'interno) si misura con il fuoco per misurasi con lo Spirito. Il fuoco spiritualizzato, riconosciuto come veicolo dello Spirito purifica preparandoci all'ascensione paradisiaca, mentre il fuoco usato in modo profano, con incredulità della sua affinità ed origine spirituale, porta a circondarsi con le devastatrici fiamme infernali.
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FUOCO E SPIRITO
mercoledì 15 agosto 2007
MATERIA VOLATILE
A proposito del mito di Leda, possiamo solo rimanere estaticamente incantati sia dalla sua lettura che dalle sue rappresentazioni artistiche, eppure grande è il suo insegnamento. Leda come recipiente della generosa fecondità divina, da cui producono 4 filiazioni (la materia composta di 4 elementi), ma anche la manifestazione del divino (il cigno) che attira il simile (la sua parte celeste, il suo principio volatile) in Leda.
Il cigno rappresenta l'animalità che attira ed è attirata da Leda, ma è anche un animale del cielo, volatile, spirituale, è così il risultato del loro incontro è l'uovo, così carico di significati ermetici, e di potenzialità trasmutatorie.
Se osserviamo la Natura vegetale ci accorgiamo che ad ogni fiore occorre uno stelo come base e sostegno, per poter sbocciare ad un'adeguata distanza dal terreno.
Per quanto ci riguarda, il fiore rappresenta la sensibilità e la bellezza del mondo spirituale, il quale per potersi manifestare nel mondo fisico necessita di un opportuno involucro di protezione.
L'animale umano costituisce quindi il veicolo di un'Intelligenza che altrimenti non potrebbe esprimersi sul piano materiale. Se esaminiamo l'organismo umano ci accorgiamo di trovarci di fronte ad un formidabile strumento organico, concepito per poter vivere nell'ambiente naturale manifestando nel frattempo una Presenza di genere completamente diverso da quella che anima le altre speci.
Questo significa che solo riuscendo a definire la nostra "animalità" possiamo tentare di distillare da essa una diversa natura, riconoscibile come "spirito".
Manifestandosi attraverso la nostra particolare forma, la Divinità diventa "consapevolezza umana" e da origine al Mondo che ordinariamente riconosciamo come il "nostro regno".
Per inoltrarci nella comprensione spirituale dobbiamo abbandonare la pretesa di essere noi stessi, in quanto animali umani, gli artefici supremi del nostro destino e cominciare a riconoscere l'esistenza di una gerarchia universale, della quale non rappresentiamo certamente il gradino più elevato.
Affinché "L'Uomo" possa risvegliarsi dal sonno, nell'involucro di carne che lo avvolge, la Coscienza deve umilmente prendere atto dell'animale umano che costituisce il suo strumento e smettere di identificarsi nei limiti fisici e psichici dell'animale umano. Lasciamo che altri continuino ad adorare la personalità mortale, erigendo un monumento al proprio personaggio, ed inchiniamoci serenamente alla Presenza che anima la nostra vita di ogni giorno, nella certezza che in questo modo le porte del Tempio ci verranno spalancate.
Mario Balocco, La fonte dell'eterna giovinezza, Cet, 2001, pag 49.
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MATERIA VOLATILE
giovedì 9 agosto 2007
LO SPIRITO ETERICO
Il fatto che la forza attiva diminuisca costantemente e naturalmente nell'universo materiale ed abbia pertanto bisogno di nuovi impulsi, non è un difetto dell'universo. Dipende solo dal fatto che la materia non ha vita, è inerte e inattiva.
Il mondo ha ogni tanto bisogno di essere ricreato o rimesso a posto o riordinato.
Nella lettera a Henry Oldenburg, Newton avvicinava i principi elettrici e magnetici al principio di gravità. Distingueva nell'etere un fondamentale «corpo flemmatíco» e «altri diversi spiriti etereí». Si spingeva ad affermare che «forse l'intera struttura della natura può essere nient'altro che etere condensato per effetto di un principio di fermentazione» e che «è forse probabile che tutte le cose siano originate dall'etere».
Sulla base di questa ipotesi, l'attrazione gravítazionale della Terra poteva essere causata «non dal corpo fondamentale dell'etere flemmatico, ma dalla condensazione di qualcosa che è molto leggermente e sottilmente diffuso in esso, qualcosa forse di natura oleosa o gommosa, tenace ed elastica». Questo spirito etereo può penetrare e «condensarsi nei pori della Terra». Il grande corpo di quest'ultima «può condensare continuamente tanta parte di questo spirito da farlo scendere molto celermente dall'alto per un ricambio».Nel 1675 Newton affidava ad una «matería eterea» il compito di rinnovare il moto e l'attività del cosmo. Si concretizza così l'ipotesi della Terra simile a una grande spugna che si imbeve di una sostanza eterea (che è «principio attivo»), dalla quale lentamente si libera, teoria fondata sul presupposto di una natura che «opera costantemente con movimento círcolare».
La natura genera fluidi dai solidi e solidi dai fluidi, sostanze fisse da quelle volatilí e volatili da quelle fisse, cose leggere dalle pesanti e pesanti dalle leggere.
«Durante tale discesa, quello spirito può portare con sé i corpi che esso pervade con una forza proporzionale alle superfici di tutte le parti sulle quali agisce. La natura infatti crea una circolazione che, a causa della lenta ascesa di tanta materia fuori dalle viscere della Terra, per un po' costituisce l'atmosfera, ma essendo continuamente spinta in su da nuova aria, da esalazioni e da vapori che sorgono dalla parte più bassa, alla fine (ad eccezione di una parte dei vapori che ritorna in pioggia) svanisce di nuovo negli spazi eterei e là forse, col passare del tempo, si ammorbidisce e si assottiglia fino a che torna nel suo primo principio».
Ciò che vale per la Terra, può valere per il Sole. Forse anch'esso si imbeve abbondantemente di questo spirito «allo scopo di conservare il proprio splendore e allo scopo di trattanere i pianeti dall'afiontanarsi ulteriormente».
Coloro che lo desiderano possono anche pensare che «i vasti spazi eterei fra noi e le stelle costituiscano un sufficiente deposito per questo alimento del Sole e dei pianeti».
(I. Newton, Scritti di ottica, pag 253)
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