Proposito d"invito alla lettura:

«La soprannaturalizzazione dei cinque sensi è la grande avventura del corpo a contatto con il divino: Un corpo vivente può diventare qualcosa di molto simile a un corpo glorioso».
( C. Campo; Detti e fatti dei padri del deserto, Mi, 1975)

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domenica 28 ottobre 2007

Tarocco e simbolo


Il Tarocco è un libro di sapienza, un mezzo di conoscenza, una struttura di immagini dinamiche che ci permette, dato il suo simbolismo, di cominciare a osservare fatti, fenomeni e cose dentro di noi e intorno a noi che non avremmo potuto supporre se non per suo tramite. In questo senso è anche un libro magico, in quanto possiede in potenza il potere trasmutatore che permetterà ai nostri concetti e alle nostre immagini mentali di andar sublimando il loro proprio contenuto, ampliando così il campo della coscienza.

In questo senso è analogo all’I King e ad altri oracoli tradizionali, come i calendari mesoamericani e d’altre culture, poiché può essere utilizzato non solo come strumento di predizione, stimolando un interesse esistenziale e vivo per chi lo sperimenti a diversi livelli ma, al di là di ciò, si presenta come una sintesi della dottrina e degli insegnamenti della Tradizione Ermetica, della Cabala Cristiana, dell’Alchimia e della Tradizione Unanime, e della Filosofia Perenne nei suoi aspetti cosmogonici, teurgici ed iniziatici, ovvero la Gnosi Universale.
Con la collaborazione di Fernando Trejos

Tarocco e simbolo

domenica 23 settembre 2007

Catene lineari: flussi di energia


GIUSEPPE CALLIGARIS nacque nel 1876, a Forni di Sotto (UD) e nel 1901 si laureò a Bologna con una tesi intitolata "Il pensiero che guarisce".
Nel 1902 si trasferì a Roma, dove seguì da vicino il Prof.Mingazzini, direttore dell'istituto di Neuropatologia della Facoltà di Medicina di quell'Università. Qui egli iniziò ad osservare fenomeni che saranno fondamentali per la sua futura attività.
Dal 1908 inziò ricerche in parallelo ai suoi studi di neuropatologia, ricerche nel campo che lui stesso definì "Le catene lineari del corpo e dello spirito". Nel 1928 scoprì che la stimolazione, che chiamava "carica", della linea assiale di un dito o di una linea interdigitale provoca, in ciascun individuo, sempre lo stesso riflesso fisico e - contemporaneamente - genera un sentimento sempre della stessa specie.
Oltre a ciò, in breve tempo, scoprì che quella 'carica' provoca anche una ipersestesia di un determinato viscere, ossia il riflesso cutaneo-viscerale-psichico.

Il reticolo formato dalle linee che attraversano l'intero corpo umano sono la rappresentazione del flusso energetico che lo avvolge, come avvolge ugualmente l'intero nostro pianeta.

Anticamente questa era una conoscenza evidente, fino al punto che ogni attività umana ne era subordinata. Più erano evoluti gli operatori più erano intensi i risultati ottenuti proprio dal rispetto e dall'osservanza di queste leggi. Così queste conoscenze ci sono state tramandante con i meridiani per la medicina, il feng shui per l'architettura, i chakra per la religione, ecc... i luoghi di forza erano il modo comune di nominare questi influssi.

Per l'umanità tutta, fino a prima del positivismo ottocentesco, era una verità evidente che il corpo umano (come qualsiasi essere vivente) era sì materia, ma soprattutto energia, e Calligaris fu ancora più preciso dimostrando come esso fosse composto di un'energia molto speciale un'energia informata.

Catene lineari: flussi di energia

giovedì 13 settembre 2007

IL PENSIERO DEL PENSIERO

Mentre un giorno io riflettevo sugli esseri e il mio pensiero s'era elevato e tutte le mie sensazioni s'erano assopite - come avviene a chi è immerso nel sonno per sazietà, per lussuria o per stanchezza - mi parve che un essere immenso, senza limiti, mi chiamasse a nome e mi dicesse :

" Che cosa vuoi udire e vedere che cosa vuoi apprendere e conoscere? "
" E chi sei tu ? " dissi io.
" Io sono - rispose - Pimandro , l'Intelligenza suprema. Io sono quel che tu vuoi
e dovunque io sono con te " .
" Io voglio - dissi - essere istruito sugli esseri, comprendere la loro natura e
conoscere Iddio " .
" Raccogli nel tuo pensiero tutto quello che vuoi sapere - mi disse - chè io
t'istruirò " .

Ciò detto, egli mutò di forma e allora, subitamente, tutto mi fu chiaro ed io vidi uno spettacolo prodigioso. Tutto diventava una dolce e gaia luce la cui vista mi rallegrava. Ma tosto discesero tenebre cupe e orribili di forme tortuose: mi parve che queste tenebre mutassero in non so quale natura umida indicibilmente sconvolta esalante fumo come da fuoco ed un rumore indescrivibile, lugubre.
(Ermete Trismegisto: Il Pimandro)

IL PENSIERO DEL PENSIERO

domenica 2 settembre 2007

UNA TESTA D'UOVO


La teca cranica, l'uovo, come lo strumento adatto alla generazione dell'autentico piano dell'uomo; il progetto che lo farà rinascere forse, senza più la necessità di un involucro così grezzo anche ci siamo abituati ad accettarlo solo in questo aspetto.

Altre culture ci hanno provato raggiungendo risultati più o meno importanti. Bastava che anche in pochi individui, avvenisse la trasmutazione che poi nel laboratorio del DNA, il risultato si sarebbe trasmesso all'intero organismo umano, così come all'intero genere umano.

In questi tentativi il presunto laboratorio alchemico veniva impiantato direttamente nel corpo umano, quasi si potesse trasmutare la materia con altra materia! Questa, intesa però, come modo di essere, è lo stato più denso, il più elementare, la vibrazione più bassa e forse... conviene solo lasciarsela alle spalle.

In questo caso la testa, il cerebro diventa talmente pesante da doverlo abbandonare alla pietra. Questo abbandono detto filosofale è però il presupposto della fecondazione, allora sì l'uovo potrà essere covato.

UNA TESTA D'UOVO

sabato 1 settembre 2007

CEREBRUM CERBERUM

Cerbero il mostro della mitologia greca posto a guardia degli inferi, è il guardiano dell'entrata dell'Ade, colui che impedisce l'uscita ai morti e l'ingresso ai vivi.
Cerbero la cui sonorità richiama da vicino il termine che la tradizione ci ha lasciato per nominare il cervello. Il nostro guardiano che ci tiene prigionieri dell'oltretomba.
Orfeo lo ha incantato con le armonie della musica, Enea con gli effetti soporiferi di una pianta. Sicuramente come ci viene detto in modo a questo punto esplicito, è un ostacolo (impedimento, intralcio, freno) da superare, dal quale non farci fermare.

Prima apertura: l'incisione del bisturi, come la rottura dell'uovo si forma un'apertura verso un altro luogo (dimensione), ma attenzione da chi è fatto e come. In questa immagine di Bosh il chirurgo raccoglie con l'imbuto il flusso che proviene dalla terra e versa nel cielo. Ora la terra non deve essere quella bassamente calpestata dai suoi piedi, ma la terra con il suo igneo nucleo cristallino. allora sì, il suo calore potrà cuocere e schiudere il nostro uovo.

CEREBRUM CERBERUM

mercoledì 29 agosto 2007

INVERSIONE DELLA VITA


Accade che l'Angelo della Morte si accorga a volte di essere arrivato troppo presto, prima che il termine dell'uomo sia scaduto: allora l'Angelo non porta via la sua anima, non si mostra neppure a lei; ma lascia all'uomo un paio dei tanti occhi che ricoprono il suo corpo.

E l'uomo vede allora, oltre quel che vedono gli altri uomini e quel che lui stesso con i suoi occhi naturali vede, cose nuove e strane; e le vede in modo diverso da come vedeva quelle di prima, non come gli uomini vedono, ma come gli abitatori degli "altri mondi" vedono ( ... )

La testimonianza dei vecchi occhi naturali, degli occhi "di tutti", è in completa contraddizione (opposizione, antitesi, capovolgere, ribaltare) con quella degli occhi lasciati dall'Angelo.

L. Sestov, Le rivelazioni della morte, Fussi, Firenze 1948, pp. 10-11.

INVERSIONE DELLA VITA

martedì 21 agosto 2007

FUOCO E SPIRITO



In Africa è un gioco. Si prende uno scorpione e lo si mette al centro di un cerchio di fuoco. Lo scorpione cerca una via d’uscita, ma ben presto si accorge di essere circondato dalle fiamme. Allora, sapendo di non avere via di scampo, rivolge contro di sé il suo pungiglione mortale.

L'uomo è uscito dalla primitività forgiato dal fuoco. La sua anima portata all'incandescenza dal calore igneo ha così potuto essere martellata e modellata fino a rivelare la propria spiritualità.

È questo il lato infernale del fuoco che ci circonda fino a non lasciarci scampo; le sue fiamme sono le disgrazie, le malattie, le sfortune vampate che chiamiamo infernali. Il fuoco è estremamente contagioso solo il simile gli sopravvive, ciò che in noi è igneo lo attraversa, il resto non lo può superare, così è una risorsa di brev
e durata cercare di sfuggirlo, perché ce lo troveremo nuovamente davanti e così di seguito fin a non avere più scampo. O meglio l'unica fuga e cedere al fuoco ardente, ma purificante ( Deriva dal greco "pur-puros" = "fuoco") del veleno.

L'alchimista con il solo fuoco riesce a liberare praticamente lo spirito dalla materia, la sua grandezza sta però nel saperlo "fissare" (
Giovanni di Rupescisia scriveva che l'Alchimia è il segreto di riuscire a fissare il sole che si trova nel cielo della nostra persona, così che possa illuminarla all'interno) si misura con il fuoco per misurasi con lo Spirito. Il fuoco spiritualizzato, riconosciuto come veicolo dello Spirito purifica preparandoci all'ascensione paradisiaca, mentre il fuoco usato in modo profano, con incredulità della sua affinità ed origine spirituale, porta a circondarsi con le devastatrici fiamme infernali.

FUOCO E SPIRITO

giovedì 16 agosto 2007

Come spiegare le forze magiche?



Mediante la simpatia: fra le cose affini regna naturalmente un accordo e fra le dissimili un contrast0; eppure nella loro varietà le molteplici potenze contribuiscono all'unità dell'organismo universale: poiché nell'universo la vera magia sono l'Amore e la Contesa. È questo il primo mago e stregone, che gli uomini conoscono bene e ai cui filtri e incantesimi ricorrono nei loro rapporti.

E poi è proprio dell'anima essere attirata dagli incantesimi per la melodia, per certe formule e per la figura dell'incantatore: cose di questo genere, come figure e suoni commoventi, hanno una forza d'attrazione, ma la volontà e il pensiero non vengono affascinati dalla musica [bensì soltanto l'anima irrazionale], e allora un tale incantesimo non ci meraviglia; e tuttavia ci lasciamo volentieri attrarre da esso, ... E nemmeno si deve credere che ci sia una volontà che esaudisca le preghiere magiche: di ciò nulla sanno coloro che sono ammaliati dagli incantesimi: egli sa di aver subito quel fascino soltanto dopo averlo subito, ma il suo principio egemonico resta impassibile. Dall'essere, che viene pregato, scende qualcosa o su colui che prega oppure su un altro.

Allo stesso modo anche il Tutto comunica qualcosa di sé alle sue parti, sia spontaneamente, sia perché un altro ha apportato sulla parte qualcosa di lui, ed esso è, per natura, a disposizione delle sue parti, e perciò colui che prega non è un estraneo.

Se chi prega è un malvagio non dobbiamo meravigliarci; anche i malvagi attingono dai fiumi, e colui che dà non sa ciò che dà, ma dà solamente. E tuttavia, il dono rientra nell'ordine e nella natura dell'universo: perciò, se qualcuno prende per sé qualcosa di ciò che appartiene a tutti - cosa che non è permessa - incorre per una legge inesorabile nel castigo.

Ma come è influenzato il saggio da magie e da filtri. Egli è, nell'anima sua, insensibile alla magia e la sua parte razionale non ne patisce l'influsso e non altera il suo pensiero; ma nella parte irrazionale, che appartiene alla totalità del suo essere, egli patísce, o meglio è quella parte che patisce in lui.

Anche i demoni non sono immuni, nella loro parte irrazionale, da affezioni. Non è assurdo attribuir loro ricordi e percezione; li si può stregare con formule magiche e trarli giù per via naturale; e quelli che sono più vicini a noi e interessati alle cose terrene rispondono a chi li chiama. Tutto ciò che ha rapporti con un altro essere è sottoposto al suo potere magico, poiché questo essere, con il quale ha rapporti, lo incanta e lo seduce; solamente ciò che si ripiega su sé stesso sfugge alla magia.

Soltanto la contemplazione ci resta, non esposta a magia; nessuno che si rivolga a sé stesso subisce l'incantesimo. - Plotino, Enneadi IV 4, 40-4

Come spiegare le forze magiche?

mercoledì 15 agosto 2007

MATERIA VOLATILE


A proposito del mito di Leda, possiamo solo rimanere estaticamente incantati sia dalla sua lettura che dalle sue rappresentazioni artistiche, eppure grande è il suo insegnamento. Leda come recipiente della generosa fecondità divina, da cui producono 4 filiazioni (la materia composta di 4 elementi), ma anche la manifestazione del divino (il cigno) che attira il simile (la sua parte celeste, il suo principio volatile) in Leda.
Il cigno rappresenta l'animalità che attira ed è attirata da Leda, ma è anche un animale del cielo, volatile, spirituale, è così il risultato del loro incontro è l'uovo, così carico di significati ermetici, e di potenzialità trasmutatorie.

Se osserviamo la Natura vegetale ci accorgiamo che ad ogni fiore occorre uno stelo come base e sostegno, per poter sbocciare ad un'adeguata distanza dal terreno.

Per quanto ci riguarda, il fiore rappresenta la sensibilità e la bellezza del mondo spirituale, il quale per potersi manifestare nel mondo fisico necessita di un opportuno involucro di protezione.

L'animale umano costituisce quindi il veicolo di un'Intelligenza che altrimenti non potrebbe esprimersi sul piano materiale. Se esaminiamo l'organismo umano ci accorgiamo di trovarci di fronte ad un formidabile strumento organico, concepito per poter vivere nell'ambiente naturale manifestando nel frattempo una Presenza di genere completamente diverso da quella che anima le altre speci.

Questo significa che solo riuscendo a definire la nostra "animalità" possiamo tentare di distillare da essa una diversa natura, riconoscibile come "spirito".

Manifestandosi attraverso la nostra particolare forma, la Divinità diventa "consapevolezza umana" e da origine al Mondo che ordinariamente riconosciamo come il "nostro regno".

Per inoltrarci nella comprensione spirituale dobbiamo abbandonare la pretesa di essere noi stessi, in quanto animali umani, gli artefici supremi del nostro destino e cominciare a riconoscere l'esistenza di una gerarchia universale, della quale non rappresentiamo certamente il gradino più elevato.

Affinché "L'Uomo" possa risvegliarsi dal sonno, nell'involucro di carne che lo avvolge, la Coscienza deve umilmente prendere atto dell'animale umano che costituisce il suo strumento e smettere di identificarsi nei limiti fisici e psichici dell'animale umano. Lasciamo che altri continuino ad adorare la personalità mortale, erigendo un monumento al proprio personaggio, ed inchiniamoci serenamente alla Presenza che anima la nostra vita di ogni giorno, nella certezza che in questo modo le porte del Tempio ci verranno spalancate.

Mario Balocco, La fonte dell'eterna giovinezza, Cet, 2001, pag 49.

MATERIA VOLATILE

mercoledì 1 agosto 2007

LE PAROLE SACRE


"Ogni simbolo scritto, così come ogni suono della voce può percorrere gli itinerari interiori destinati a ricomporre il quadro originario che di tanto in tanto affiora vagamente e in modo disordinato alla nostra mente. Il simbolo grafico ricorrente apre dunque canali come un mandala.

Di qui la particolare strutturazione di parole sacre, anatemi, formule magiche apotropaiche, palindromi. Suoni che possiedono una musicalità intrinseca, un potere incantatorio che va al di là delle parole singole inscritte; il loro potere è nel suono poiché emanano pulsazioni ritmiche che si avviluppano intorno ad una focale armonica allo stesso modo in cui una spirale aurea si evolve o, ancor più, come i due serpenti dell'ermetico caduceo che sembrano affermare e negare al tempo stesso ciò che nella totalità del simbolo esprimono". (Roberto Caravella)

Il grande viaggio verso le profonde altezze degli archetipi è qui ora a disposizione di chiunque solo stupendosi e meravigliandosi riguardo i suoni, le immagini, sì le semplici sensazioni che ci attraversano.

Deve essere almeno iniziato però, il riavvicinamento al mondo degli Archetipi di cui i simboli sono i semplici messaggeri...
La natura ne è un banco di prova immediato, come rapido è il test a cui ci possiamo sottoporre, cercando di cogliere in ogni impressione il timbro (simbolo) archetipale di provenienza.

È questa la lingua sacra dei profeti, dei mistici, dei poeti e egli eroi, che sono tali non per elezione, ma per infusione, giunti all'apertura di un canale (buco nero ?, buco bianco) che alimenta con un diverso sangue organi concepiti per un'iperrealtà.

LE PAROLE SACRE