La «rivelazione» avuta da Jakob Lorber (1800-1864?), modesto maestro e musicista austriaco, viene messa da taluni persino alla pari dei Vangeli. Egli si limitò a dire che essa gli veniva dal mondo del Soprannaturale, e che riteneva fosse di Gesù Cristo. Risulta comunque un fenomeno di medianità, cioè intermediazione, tuttavia diretta cioè «spirituale».
Scrisse così per ben 24 anni (trovandosi ad anticipare più di cento anni importanti scoperte scientifiche) e lo fece - viene riferito - non automaticamente né in trance né in estasi, escludendosi così l'allucinazione e anche il ricorso alla psicologia del profondo.
Che dire? Da dove provenga la «voce» che ha fatto, anche se sulla carta, di un uomo semplice un «profeta», tuttavia molto meschino nella sua prosopopea, mi sembra di schietto ìnteresse parapsicologico.
Ma il Lorber non è un fenomeno isolato anche se molto vìstoso con la sua produzione protratta nel tempo e abbondantissima (logorrea caratteristica, del resto): più di 10.000 pagine senza correzione o aggiunta.
E da pensar davvero a un'anima, più che a uno spìrito, la quale, in altra dimensione, abbia percepito molte cose - sempre conformi alla sua indole - ma sia rimasta quel predicatore austero e conservatore, oltre che indipendente, che era al dì quà. Anìma non ancora appagata che sia riuscita a impossessarsi di un'altra anima magari più semplice o proprio per questo, e ad agire per mezzo di essa come liberandosi da un incubo (se è vero, come dice Lorber stesso, che al di là saremo. .. come siamo»: «Così dice il Signore ... »
Proposito d"invito alla lettura:
( C. Campo; Detti e fatti dei padri del deserto, Mi, 1975)
martedì 16 ottobre 2007
Jakob Lorber
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Jakob Lorber
domenica 14 ottobre 2007
SCIENZA E SALUTE
La metafisica, così come viene insegnata nella Scienza Cristiana, è il primo grandioso passo aldilà dell'omeopatia.
Nella metafisica, la materia sparisce interamente dal rimedio, e la Mente prende il proprio posto legittimo e supremo.
L'omeopatia, quando fa la diagnosi della malattia, tiene molto in considerazione i sintomi mentali.
La Scienza Cristiana si occupa totalmente della causa mentale nel giudicare e distruggere la malattia.
Essa ha successo dove l'omeopatia fallisce, soltanto perchè l'unico Principio di guarigione che riconosce è la Mente, e tutta la forza dell'elemento mentale è usata mediante la Scienza della Mente, che non divide mai i suoi diritti con la mente inanimata.
La Scienza Cristiana stermina le medicine e si basa soltanto sulla Mente come Principio curativo, riconoscendo che la Mente Divina ha tutto il potere.
L'omeopatia rende mentale un farmaco mediante continue diluizioni del pensiero, cosicché il farmaco diviene più somigliante alla memte umana che non al sostrato di questa cosidetta mente, che chiamiamo materia; e il potere di azione del farmaco aumenta in proporzione.
Parole illuminanti di una grande donna Mary Edi Backer, che sul finire dell'800 in America con la sua grande opera "SCIENZA E SALUTE", diede tutti gli strumenti e le possibilità agli uomini e agli scienziati di evitare all'umanità le terribili e catastrofiche esperienze della medicina materialistica.
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SCIENZA E SALUTE
giovedì 13 settembre 2007
IL PENSIERO DEL PENSIERO
Mentre un giorno io riflettevo sugli esseri e il mio pensiero s'era elevato e tutte le mie sensazioni s'erano assopite - come avviene a chi è immerso nel sonno per sazietà, per lussuria o per stanchezza - mi parve che un essere immenso, senza limiti, mi chiamasse a nome e mi dicesse :
" Che cosa vuoi udire e vedere che cosa vuoi apprendere e conoscere? "
" E chi sei tu ? " dissi io.
" Io sono - rispose - Pimandro , l'Intelligenza suprema. Io sono quel che tu vuoi
e dovunque io sono con te " .
" Io voglio - dissi - essere istruito sugli esseri, comprendere la loro natura e
conoscere Iddio " .
" Raccogli nel tuo pensiero tutto quello che vuoi sapere - mi disse - chè io
t'istruirò " .
Ciò detto, egli mutò di forma e allora, subitamente, tutto mi fu chiaro ed io vidi uno spettacolo prodigioso. Tutto diventava una dolce e gaia luce la cui vista mi rallegrava. Ma tosto discesero tenebre cupe e orribili di forme tortuose: mi parve che queste tenebre mutassero in non so quale natura umida indicibilmente sconvolta esalante fumo come da fuoco ed un rumore indescrivibile, lugubre.
(Ermete Trismegisto: Il Pimandro)
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IL PENSIERO DEL PENSIERO
mercoledì 8 agosto 2007
L'ANIMA CADUTA
Per comprendere nella sua profondità, il concetto di nascita, o di generazione, di Dio nell'anima, bisogna partire dall'esperienza del distacco.
L'uomo distaccato, che « niente ha, niente vuole, niente sa », ha rinunciato completamente a se stesso, è diventato assolutamente vuoto, libero (ledig) « come quando ancora non era » ovvero quando era presente solo come idea in Dio, prima di venire al mondo.
Tale condizione di distacco, dunque, nella sua pienezza, annulla l'io psicologico, lo conduce a una mistica « morte », che è essenziale e imprescindibile per la nascita del vero io, dell'io spirituale e che il testo paolino di Gal 2,20 - interpreta concordemente come Spirito, come Dio abitante nell'uomo - uomo spirituale ormai, non più uomo psichico (cfr. 1Cor 2,14-15).
Introduzione al Il Pellegrino cherubico. Ed Paoline 1989. A cura di M. Vannini.
1 Ero figura angelica, ora qual bestia sono!
2 Mi libravo in Paradiso in pura letizia
3 Ora sto sulla terra in piena angoscia e pena.
4 Non mi toccava rabbia del mondo infernale,
Or fondo per il caldo e gelo per il freddo
E mille mali sento. Del tempo ero signore,
Ora è lui che mi domina. Ero il mio vestito:
Or devo per forza coprirmi d'altrui penne.
9 Dio mi guardava amico, mi diceva figlio caro,
10 Con l'ira or mi spaventa, il peccato mi prostra.
11 Di continua paura son circondato e colmo!
12 Considero la mia sventura con i miei stessi occhi!
13 Il diavolo e la morte incalzano la mia vita:
14 Ah, mia povera anima! Che cosa mai ho fatto!
Angelus Silesius;
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L'ANIMA CADUTA
lunedì 6 agosto 2007
NON MUOVERSI
Il bisogno di cambiamento sembra crescere di generazione in generazione. Il mondo evolve velocissimamente e, per stargli dietro, l'uomo si muove, corre, sì agita, senza riuscire a mettersi al passo con quel ritmo sfrenato. Sembra quasi che egli abbia perso la capacità di fermarsi senza subito crollare.
Questa perdita di autocontrollo è la malattia del nostro tempo.
Eppure già ARISTOTELE ci aveva insegnato la saldezza della calma che ricrea, dicendoci che "tutto ciò che è ìmmobile non è in riposo".
L'immobilità non è inerzia: è la forza del pacifico, del vero creatore, dell'esicasta.
L'eccesso del movimento
Nelle sue lettere a Lucilio, SENECA aveva insistito sull'equilibrio da tenere tra i due possibili eccessi.
"Due specie di uomini meritano ugualmente il biasimo: gli inquieti perennemente in azione (qui semper inquieti sunt) e gli oziosi impenitenti (qui semper quiescunt). Il gusto dell'agitazione turbolenta non è la vera attività: sono le irrequietezze di un'anima conturbata. Così come il considerare ogni movimento un supplizio, questo non si chiama riposo, ma snervatezza e indolenza". (Seneca, Ad Lucilium epistulae morales 1,3,5-6).
Non muoversi con il corpo...
"Seduto in una cella tranquilla, in disparte, in un angolo, fa' quello che ti dico: chiudi la porta, ed eleva la tua mente al di sopra di ogni oggetto vano e temporale. Quindi appoggia la barba sul petto, volgi il tuo occhio corporeo, assieme a tutta la tua mente, nel centro del tuo ventre, cioè nell'ombelico. Comprimi l'inspirazione che passa per il naso"... (Gregorio di Nazianzo, Oratio XXVII1,3, SC 250, P. 105).
Raccogliere il corpo nell'anima...
"Non è dal raccoglimento (hesychía) esteriore che viene la conoscenza di Dio ... ma è piuttosto la conoscenza di Dio che procura il raccoglimento a colui che lotta correttamente e secondo le regole". (Simeone il Nuovo Teologo, Etica XV, SC 129, P. 455).
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NON MUOVERSI
L'IMMORTALITA' DELL'ANIMA
L'Aníma è propriamente «il principio del movimento»; pertanto, conferisce movimento a tutte le cose, quando lei stessa si muove da sé, e poi trasmette la vita al corpo animato, mentre lei stessa la possiede in proprio.
Esattamente per questo l'Anima non è passibile di morte.
Non tutti gli esseri ricevono la vita da altri, altrimenti si andrebbe all'infiníto. Bisogna quindi che esista una natura originariamente dotata di vita, necessariamente «indistruttibile e immortale», fonte di vita anche per gli altri viventi.
Qui deve aver sede ogni realtà divina e beata, che trova in sé il principio della vita e dell'essere: è questo il primo essere e il primo vivente, immune da ogni mutamento sostanziale, né generato né mortale.
Plotino; enneade IV, 7, 5; Mondadori 2002.
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L'IMMORTALITA' DELL'ANIMA
martedì 31 luglio 2007
I SENSI INTERIORI
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: "Ascoltatemi tutti e intendete bene: 15 non c`è nulla fuori dell`uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall`uomo a contaminarlo". (Marco 7, 15)
E' possibile risanare i sensi interiori?
È necessario che i sensi esterni si acquietino e venga arginato il loro vagabondaggio, perché solo a questa stregua i sensi interiori possono essere ridestati ed esercitati, secondo quanto afferma Gregorio Magno (540 ca.-604): «Se si chiude l'attività esterna del senso, si apre il senso interiore ».
Ugo di San Vittore (1096 ca. - 114 1) scrive che «quando l'anima si astrae dalle realtà esterne e si concentra su quelle interiori, rientra in se stessa e si eleva con maggiore forza alla contemplazione delle realtà celesti. Una volta poi che si affranca dalla schiavitù dei diletti esterni, inizia a pregustare il gaudio spirituale ed è pervasa da un'inspiegabile dolcezza, così che tanto più riconosce l'amarezza di ciò che ha lasciato, quanto più coglie la dolcezza di ciò che ha trovato».
Finché non vi è stata questa inversione, la costatazione immediata dei sensi che è predominante, lo è al punto da essere invasiva anche dello stato interiore che specchierà il livello di coscienza facendo affiorare la vita interiore tradotta e impregnata da quella esteriore.
Quindi soggiunse: "Ciò che esce dall`uomo, questo sì contamina l`uomo. 21 Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, 22 adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. 23 Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l`uomo".
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